olio di jojoba

Botanica del jojoba

jojoba

Simmondsia chinensis schneider

Il jojoba è un cespuglio non più alto di 2,50 m originario delle zone semi-deserrtiche della California, dell’Arizona e del Contiguo Messico. Le sue radici scendono verticalmente nel terreno, per 15-20 m alla ricerca di acqua, quindi rendono indipendente il jojoba, dall’arrivo delle piogge, anche per 1 anno e mezzo. Una pluviometria di 500-600 m è una situazione favorevole per la pianta. Le sue foglie sono ovali, coriacee e vellutate, inizialmente di un verde tenero tendono poi al verde acidulo.

E’ una specie dioica , vale a dire, che i fiori femminili isolati, di colore verde pallido, e i fiori gialli maschili a grappoli, vivono su piante separate. Le piante diventano fruttifere solo dopo i 6-10 anni e i frutti – o noci – vengono raccolti in autunno a 5 mesi della fioritura.

Storia

jojoba-seed

Nel 1789 il padre Gesuita Clavijero pubblica “Storia della California” nella quale menziona l’uso dello jojoba da parte degli indios. Essi si alimentavano con le noci, molto ricche di proteine (35%) e utilizzavano l’olio per curare le ferite, per proteggere la pelle e i capelli dall’aridità del deserto. Fungeva di fortificante per i capelli ma la sua principale virtù già allora, era di mantenere la morbidezza alla pelle.

Nel secolo scorso in Africa e in India, sono nate delle piantagioni di jojoba, perché oltre ad essere una pianta molto redditizia, le lunghe radici stabilizzano i terreni e ritardano l’avanzata dei deserti nel mondo.

Dopo il 1950 si comincia a studiare le molteplici proprietà dell’olio di jojoba, che in realtà è una cera liquida composta da 97% di esteri cerosi. La spremitura a freddo ne conserva tutte le qualità producendo un olio purissimo, con viscosità eccezionale, insensibile all’ossidazione, che si può conserva per 25 anni.

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La coltivazione della jojoba è di notevole interesse, sia per il particolare tipo di olio prodotto, sia per il fatto che essendo coltivato in luoghi semi-desertici costituisce di fatto un notevole presidio contro la desertificazione, dato che la vegetazione introdotta migliora le condizioni ambientali (micro e macro clima) a favore dell’introduzione di altre specie vegetali. Di norma gli impianti sono fatti alternando piante maschili e femminili opportunamente distribuite i rapporto da 1 a 8, o da  1 a 10. La individuazione di piante ermafrodite (con fiori di ambedue i sessi) avrebbe un notevole interesse economico per aumentare le rese. Wikipedia

Solo verso il 1990 le piantagioni dell’Arizona, California, Messico e quelle messe a dimora nel deserto del Negev in Israele sono state in grado di produrre una quantità di semi tale da rendere l’olio competitivo nei riguardi dell’olio di cetaceo.

“In Italia sono state impiantate alcune piantagioni di jojoba nelle regioni meridionali ed insulari ( Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) che hanno complessivamente una produzione modesta ma di grande qualità da ritenersi dovuta fondamentalmente al clima ed alle qualità dei terreni dove sono impiantate.” ”
Azienda agricola La Palamara di Reggio Calabria

Cosmetica

In cosmetica serve per allungare gli oli essenziali e per sostituire il bianco di balena (fino al 1982 si cacciava ancora i capodogli per ottenere l famoso bianco presente nel loro cranio, di grande utilizzo in cosmetica)

La composizione dell’olio di jojoba assomiglia al sebo che le nostre ghiandole producono naturalmente ; applicato sul viso, idrata e protegge la superficie della pelle. L’olio di Jojoba tratta con efficacia l’ipersecrezione seborrea e la forfora, sulle lesioni acneiche regolarizza il sebo  e di fatto combatte l’acne. Ha un azione idratante, ammorbidente, ed è presente nei shampoo, nelle creme , nelle lozioni, nei saponi.

Serve di antiossidante naturale nelle formule cosmetiche.

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