le radici di Vetiver

vetiver

photo-vetiver

Il vetiver (vetiver zizanioides o vetiver nigritana) deve il suo nome alla parola Tamul Vettiveru. Originario dell’India,  il vétiver è stato introdotto in numerosi paesi tropicali.

Brazil, Cina, Guatemala, Madagascar, Indonesia e Haiti sono i principali produttori mondiali. Il vetiver  Bourbon di qualità migliore cresce alla Reunion  ma purtroppo sta scomparendo anche perché  i tetti dell’isola sono stati a lungo coperti dai gambi intrecciati di vetiver .

“Dès 1826, Betting de Lancastel mentionna que l’herbe de vétyver servait de couverture pour les dépendances des habitations et que les racines, lavées et séchées, étaient utilisées pour la confection de brosses, la conservation des meubles et du linge, d’où elles chassent les mites, et pour la préparation d’infusions légères.”

I cespugli  di vetiver crescono velocemente e raggiungono i 2-3 m di altezza. Hanno radici lunghe, diritte, unite, molto numerose che scendono in verticale nel terreno e saranno raccolte ed essiccate quando la pianta compierà  2 o 3 anni.

Nel mondo numerosi sono gli agricoltori  che utilizzano il vetiver per prevenire  l’erosione del terreno e trattenere la terra nei loro campi, lunghi i fossati, sulle rive dei canali. Se è utilizzato per recintare le particelle, il vetiver contribuisce alla stabilità del suolo. In caso di forti piogge favorisce l’infiltrazione e il deflusso delle acque eccessive. Difatti statisticamente il deflusso si riduce di 40% a 70% e in India si riscontra un miglioramento di 30% delle falde acquifere se i terreni sono delimitati con siepi di vetiver.

A parte il suo bisogno di luce è una pianta poco esigente, e anche se preferisce i luoghi umidi, prospera ugualmente nelle regioni aride. Capace di superare periodi di aridità prolungata, con le sue lunghe radici, il vetiver rinasce nelle stagioni di pioggia e resiste se necessario agli allagamenti ricorrenti e duraturi. Preferisce i suoli fondi e sabbiosi ma è capace di adattarsi in realtà a tutti terreni, siano acidi o alcaici. Lo si può incontrare a 2000 m di altitudine. Vive da 50 a 60 anni perché il suo unico nemico è un fungo che attacca le sue radici in caso di cattive condizioni  ambientali.

Uso e consumo del vetiver

I gambi di vetiver servono in molti campi :

  • nell’artigianato tradizionale per stuoie e cesti,
  • come foraggio delle bestie,
  • come copertura impermeabile dei tetti,
  • più raramente anche nella fabbricazione della carta.

Le radici invece hanno delle proprietà e degli usi più nobili. Piante medicinali della tradizione sono note per la cura di certe infezioni cutanee e in industria per le loro proprietà insetticide.radici-di-vetiver

Ma è nella cosmetica e nella profumeria che il vetiver è un gioiello. La distillazione a vapore permette la creazione di un olio essenziale – da inserire nella famiglia olfattiva delle felci – che è spesso la nota di base di profumi sia maschili che femminili. Un profumo celebre di Guerlain, creato nel 1959, si chiama semplicemente Vetiver.

Stranezze : con le radici si possono tramare delle tendi, dei ventagli o dei paraventi e per rinfrescare l’atmosfera e esaltare il profumo leggero del vetiver basta umidificare di nuovo il manufatto che si trova nella stanza. (Aria condizionata naturale)

La distillazione di vetiver si fa a vapore. Le radici sono messe nei serbatoi per il riscaldamento che può durare anche diverse ore ; cosi si ottiene un olio totalmente puro e limpido.

alambic

1 : caldaia
2 : serbatoio dell’acqua
3 : vapore acqueo
4 : piante aromatiche a strati
5 : vapore acqueo con oli essenziali
6 : acqua fredda per raffreddamento
7 : uscita acqua riscaldata con la serpentina
8 : distillato : acqua e olio essenziale
9 : olio essenziale
11 : serpentina
12 : separatore (vase florentin)

vase-fiorentino

Questo è un vase florentin : dispositivo che serve per raffreddare e condensare l’olio che poi uscirà  goccia a goccia alla sua estremità. A sinistra Fig. 42 per oli essenziali leggeri, e a destra Fig. 43 per gli oli essenziali pesanti.

L’olio essenziale di vetiver è ambrato e denso. L’aroma risulta profonda, dolce, fresca, ricorda la legna, il sotto bosco, la terra e l’odore del fumo. Ma come sempre le condizioni ambientali di crescita dei vegetali, cambiano le specificità e esaltano le differenze del prodotto finale. L’olio distillato a Haiti o alla Reunion, con una profumazione floreale, è considerato di miglior qualità confrontato all’olio di Java che odora più di fumo.

Le note del vetiver

Bisogna osservare le gocce che escono dal refrigerante : le diverse gocce che si susseguono possono essere identificate con note di testa, di cuore o di base.

In profumeria la nota di vetiver è associato alle fragranze maschili, ma in realtà è molto presente anche nei profumi femminili come Chanel no5, Must de Cartier…

Lo si può incontrare nei profumi chyprés,  alla scoperta del chypres ,  vicini al muschio e al patchouli ; nei profumi che odorano di cuoio o orientali. Aggiunge una dolce nota calda e di legname.

Riconosciuto per le sue proprietà rilassanti e tranquillizzanti, l’olio essenziale di vetiver è impiegato per calmare i problemi del sistema nervoso tale l’ansietà, il nervosismo, lo stress o l’insonnia ; per migliorare la circolazione sanguina ; in quanto antiinfiammatorio naturale cura i dolori muscolari, articolari e le tendiniti.

L’olio essenziale di vetiver rilassa e distende le gambe affaticate, è la ragione per la quale, è un componente degli oli per massaggio e per altri preparati favorevoli al benessere psichico e corporale.

aromatherapie-et-les-huiles-essentielles

dictionnaire des essences aromatiques

 

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