ambra grigia

 

La luce calda e viva che brilla nella bottiglietta di tintura di ambra grigia dal profumiere è comparabile esclusivamente alla luce delle bellissime ambre messicane o alla luce del miele italiano migliore. le parfum naturel de l’ambre gris

ambra

essenza di ambra grigia

L’ambra fossile di origine vegetale, levigata e lucidata in gioielleria non va confusa con l’ambra di  capodoglio che viene utilizzata dal profumiere, anche se hanno lo stesso nome, la stessa luce  e lo stesso destino : sono raccolte entrambe sulle spiagge, sono entrambe più leggere dell’acqua e prima di essere plasmate dalla mano umana sono solo dei blocchi ruvidi, bruti e senza valore.

ambra-resine

ambra gialla vegetale

Le due ambre sono tra le più antiche merci trasportate dall’uomo sulle vie del commercio di Europa e di Asia. Entrambe appartengono a tutte le farmacopee conosciute ed erano utilizzate in medicina, sia ingerite che inalate sotto forma di incenso. L’ambra grigia è una secrezione patologica di un mammifero marino molto conosciuto, il capodoglio o Physeter macrocephalus. La presenza nel suo stomaco dei becchi di calamari, dei quali è molto ghiotto, provocherebbe un irritazione e di conseguenza una difesa naturale (simile in un certo senso alla nascita delle perle nelle ostriche) dell’apparato digestivo. In effetti è diventato chiaro a tutti ricercatori, che l’ambra grigia sia un agglomerato  – simile alla colla – e serve ad amalgamare all’interno degli intestini dei capodogli i becchi affilati e indigesti dei calamari, che di fatto potrebbero lacerare le pareti dello stomaco o dell’intestino.

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L’ambra viene espulso naturalmente dall’animale. Ma i pareri divergono nello spiegare il metodo di espulsione : chi pensa che il capodoglio la rigetti e chi più semplicemente pensa che l’animale la defechi, se possibile, o muoia per occlusione intestinale  – sono stati trovati blocchi di tali dimensioni, centinai di kg – che è impensabile che l’animale abbia potuto espellerli in modo naturale. I giapponesi chiamano l’ambra grigia kusura no fuu che tradotto significa escrementi di balena.

“japonenfes ean ambram, quam in pifcibus reperiunt, vel quae pifcibus rurfus ejecta eft, in fua lingua vocant kufuru no fuu, quod frtecus Balaenerum denotar dicitur” Philosofical transactions 1734 – de ambrea grisea auctore Cafparo Neumanno.

L’ambra fresca appena espulsa è di colore nera, molle e  ha un odore talmente fecale che tradisce la sua origine intestinale ; è solamente dopo anni di galleggiamento sulle correnti marine che i fenomeni di ossidazione e di fotosintesi trasformano la nauseabonda ambra “nera”, in una preziosa ambra grigia. Chiariamo subito : il capodoglio è stato una sorgente immensa di materie prime prima dell’avvento dell’industria chimica (olio, grasso, carne, ossa…) ma non è mai stato cacciato per l’ambra grigia. Perché fresca di intestino, l’ambra è nera, viscosa e non ha nessun valore commerciale. Solo con il tempo passato in acqua l’ambra cambia colore e consistenza ; dal grigio argento al giallo oro per infine diventare quasi bianca. Il suo odore si affina, si ammorbidisce, diventa piacevole con tonalità di cuoio, di maree ; e il suo profumo misterioso da sempre affascina l’umanità.

ambre-gris

Ogni blocco di ambra grigia, arenato su una spiaggia della Nuova Zelanda, di un isola del Pacifico o altrove ha il suo proprio odore e questo complica la vita del profumiere che deve creare una communelle di ambra ogni anno per avere sempre una qualità omogenea.

  • “The bark Splendid of Dunedin” Nuova Zelanda nel 1883 pesava 983 libre, (25,000 dollari),
  • Larvik in Norvegia nel dicembre del 1908 un blocco di 1003 libre,
  • nel 1953 il Southern Harvester un baleniere nel l’antartico trovò un blocco di ambra del peso di 926 libre.

L’aroma dell’ambra grigia “stagionata” è unico al mondo ; profuma di cuoio invecchiato e di mare, con note di latte materno. Il batterio “Spirillum recti physeteris” nel sistema digestivo del capodoglio sembra essere il responsabile di quella emanazione.

Il profumo che si riesce poi a lavorare è decisamente animalesco ma estremamente raffinato e piace da sempre alle donne che istintivamente riconoscono, in lui, la fragranza per eccellenza che attrae e cattura gli uomini.  Effettivamente  l’ambra grigia, come tutte le altre materie aromatiche provenienti da animali è un feromone, e il suo odore agisce direttamente sul sistema ormonale, con una stimolazione olfattiva prima del contatto fisico. In tutti casi, le sostanze aromatiche giocano un ruolo primario nella comunicazione olfattiva tra i diversi sessi di diverse specie.

Si pensa dunque che l’ambra grigia che galleggia nelle correnti oceaniche veicoli delle informazioni importanti sullo stato degli individui, la loro età, il loro regime alimentare e la loro identità famigliare. Si sa cosi poco sulla loro riproduzione che non possiamo scartare l’ipotesi che l’ambra non ne giochi qualche ruolo. La comunicazione olfattiva è un criterio determinante nel processo riproduttivo, non solo per la scelta del partner ma anche perché smuove i processi fisici dell’ovulazione, della produzione dello sperma o altri a secondo della specie.

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zibetto (civetta) africano

L’ambra grigia è una materia nobile come il muschio bianco, la pasta di zibetto africano o il castoreum perché non marcisce.

Rari sono gli animali che producono una materia aromatica concentrata. Lo riscontriamo nella puzzola certo, ma anche nel mitico cervo muschiato (Moschus Moschiferus), nello zibetto, nel castoro e  in pochi altri. Tra i quattro estratti animali impiegati nella profumeria (muschio bianco,pasta di civetta, ambra grigia e casteorum) il carattere dell’ambra è il meno animalesco ma nello stesso tempo è il più tenace. Un panno imbevuto di una soluzione al 3% può mantenere il suo profumo per mesi. L’ambra grigia è di fatto utilizzata come fissatore nei profumi leggeri in particolare.

Storia e storielle

In tutte le culture troviamo tracce dell’ambra : gli Egizi la sfruttavano per creare gli incensi ; nel medio Oriente e a Roma era adottata per fabbricare dei profumi e compariva anche nelle ricette della farmacopea ; in Asia l’ambra grigia serviva di spezie nella cucina ; invece i turchi la consideravano l’offerta più preziosa da fare a Râla. Fino al X secolo, i cinesi chiamavano l’ambra grigia lung sien hiang “il profumo di bava di drago” perché credevano proveniente dalla bava del Drago che dorme sulle rocce lungo il litorale.

Il suo nome “ambra” deriva dall’arabo “anbar”, impiegato in medicina per curare i malanni del cuore e della testa. Nel X secolo, un autore arabo (Ibn Haual) classifica l’ambra grigia tra i commerci  più importanti del Magreb, vicino all’oro e agli schiavi neri, anche per le sue proprietà afrodisiache (pillole di Ercole). Avicenna (908-1037) pensava che l’ambra sgorgava dalle fontane sotto marine vicine alla riva del mare. Questa leggenda si riscontra nelle “Mille e una notti” : Simbad  il marinaio naufraga su un isola deserta “dove l’ambra zampilla da una fontana e scivola fino al mare dove dei mostri marini se ne cibano”. L’ambra grezza puzza certo, ma i mostri poi rigettano in mare l’ambra profumata.

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Ritratto del doge Leonardo Loredano con rosario di pomander – Giovanni Bellini

Nel corso dei secoli, un piccolo gioiello sferico di metallo prezioso, chiamato pomander, conteneva un pezzetto di ambra , al fin di proteggere le persone dalla peste o delle altre malattie. “La gente camminava con dei pomander appesi al collo, perché si pensava che l’ambra avesse delle virtù contro la tristezza. Lo si respirava per rinforzare le difese perché : la tristezza apre le porte alle malattie”.

Luigi XIV ne beveva grandi quantità nei suoi brodini igienici e la Regina Elisabetta I ne profumava i suoi guanti.

“Nel XVIII secolo i libertini ne faceva grande uso, e profumavano il loro cioccolato con del muschio, della vaniglia e dell’ambra grigia, come Casanova, perché certi delle sue proprietà rinvigorenti”.

Litteratura

Un estratto dei “Thibault”di Roger Martin du Gard : Antoine, giovane medico, dopo essere stato separato dalla vita e dalla guerra, da Rachele una giovane ebrea, rossa e solforosa riceve un pacco : “un profumo violento lo assali, un profumo di bruciaprofumi orientale, di resina di Benzoino, di incenso ; un profumo conosciuto, ma che malgrado non riusciva a identificare. Dolcemente, con la punta dell’unghia, scartò il letto di trucioli : apparirono dei piccoli uova giallastri, brillanti e polverosi. E in un attimo il passato lo schiaffeggiò, questi grani gialli… La collana di ambra e muschio ! La collana di Rachele!”.

alchimia

Nel 1822 Charles Lillie nel primo trattato inglese sulla profumeria, cita una ricetta per la preparazione della tintura di ambra grigia :

  • 1 ½ oncia di ambra grigia,
  • 30 grani di muschio bianco,
  • 20 grani di Civetta africana.

Mischiare il tutto e ridurre in polvere con dello zucchero. Aggiungere il succo di ¼ di limone verde. Riversare il composto in 3 pinte di alcol puro. Chiudere il tutto in un recipiente ermetico. Conservare il recipiente tra lo sterco di cavallo (ciò assicurava una temperatura costante) per 21 giorni. Il liquido chiarificato è tintura di ambra grigia.

I tempi moderni e i limiti dell’uso dell’ambra grigia naturale

L’ambra grigia, assemblata con altre note selvagge, cresce nella leggenda dei profumi moderni grazie alla creazione nel 1889 del  mitico Jicky di Aimé Guerlain. I nasi delicati delle dame furono all’epoca molto sconcertati, ma i dandy inglesi ne erano pazzi, a tale punto di indossarlo senza pensieri, dimenticando che Jicky era nato per le donne. Arpège di Lanvin, Shocking di Schiaparelli, Green Water di Fath, tutti nomi di profumi famosi che seguirono e fecero entrare definitivamente l’ambra grigia nella leggenda olfattiva.

jicky

«L’ambre gris est une note montante, ample, rémanente, voire même tenace, selon Elisabeth de Feydeau. Elle est d’abord marine, grand large, puis au contact de la peau, prend toute sa dimension charnelle, sensuelle, douce et intense. C’est le mystère et le silence comblés par l’odeur».

L’ambra grigia è diventata rara e richiede molto tempo per essere trasformata in essenza. “Bisogna in primo luogo trovarla – il che è sempre più difficile – e raccoglierla, racconta Annick Le Guérer. Prima di arrivare dal profumiere, dovrà poi essere tagliata con altri ingredienti, agitata nell’alcol per diversi mesi, addirittura anni. Tutto ciò richiede molto tempo, lavoro e denaro”.

La chimica diventa allora un sostituto molto interessante, se si tiene conto che già all’inizio del XX secolo il professore Ruzicka, premio nobel di chimica, aveva nei suoi cassetti una pubblicazione – inedita in ragione della sua importanza per l’industria dei profumi – sulla struttura dell’ambreina e altre sostanze odorose dell’ambra grigia.

“Se l’ambra grigia non è più utilizzata nella profumeria moderna, l’ambroxan è quello che più se ne avvicina,  riscrivendone il calore, la rotondità animalesca, spiega Emile Bourge. E’ ottenuto trattando una molecola chiamata sclareolide, dallo sclareol che si trova nella salvia sclarea – da un prodotto naturale si arriva dunque ad una molecola di sintesi -.

Pero per Annick Le Guérer, i profumi senza essenze animali sono come disincarnati, più vaporosi, meno reali.

“Senza ambra grigia naturale, le donne di oggi si lamentano che i loro profumi svaniscono facilmente”. Il profumo perde la sua scia, spostando sulle onde dell’effimero i ricordi olfattivi che l’ambra s’ingegnava a custodire ; eredità che, quando era solo bitume, il mare e il sole plasmarono senza sapere quale destino regale gli era riservato…”ambra grigia il mistero

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